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Donne in Parlamento
Dal 9 al 21 febbraio a Teatro Due una divertente, irresistibile satirica riflessione sulla democrazia

Scheda pratica
Informazioni
e Biglietteria: Tel 0521 230242
biglietteria@teatrodue.org

Divertente, irresistibile e satirica riflessione sulla democrazia Donne in Parlamento di Aristofane con la regia di Nicoletta Robello debutterà a Teatro Due in prima nazionale il 9 febbraio 2010, nuova produzione di Fondazione Teatro Due che resterà in scena fino al 21 febbraio.

Aristofane
Donne in Parlamento
traduzione Dario Del Corno
con Alessandro Averone, Ippolita Baldini, Federica Bognetti, Federica Fracassi Stefania Medri, Luca Nucera, Gioia Salvatori, Massimiliano Sozzi 
spazio scenico, costumi Alberto Favretto, Marzia Paparini
luci Luca Bronzo
assistente alla regia Alice Biondelli
assistente alla drammaturgia Maria Teresa Berardelli
regia Nicoletta Robello
produzione Fondazione Teatro Due 

E’ il 392 a.C. e Atene, la protagonista assoluta delle storie di Aristofane, è ormai avviata ad un declino certo. Aristofane contrappone come massimo sberleffo alla caduta politica della città la formulazione di una utopia: immagina che le donne ateniesi, stanche dell’incapacità degli uomini a costruire un mondo giusto, decidano di attuare un colpo di stato. Travestite da uomini e adeguatamente indottrinate alla loro leader Prassagora riescono ad entrare nell’assemblea della città e a votare a maggioranza un decreto che trasferisce loro il governo.

Una volta al potere, le donne decidono di mettere tutto in comune, abolendo la proprietà privata e la famiglia, i due pilastri della società costruita dagli uomini. In questo modo non ci sarà più motivo di rubare e tutti attingeranno in parti uguali al patrimonio comune, amministrato dalle donne, le quali saranno libere di fare figli con chiunque.
Il testo offre una folgorante riflessione sull’idea di leader - afferma Nicoletta Robello - il leader che Aristofane sceglie è assolutamente improbabile: non solo è una donna, la categoria più bassa, addirittura al di sotto degli uccelli, inoltre è una donna molto contraddittoria, impreparata alla presa di potere, al compito di governare e di immaginare il mondo. Nonostante ciò il punto dell’agone in cui Prassagora tenta di disegnare il mondo secondo un principio di uguaglianza è un momento molto emozionante, c’è un istante in cui non si può fare a meno di amarla. Qui si rivela il grandissimo spessore filosofico e morale di Aristofane che, scegliendo una donna, racconta la straordinaria possibilità di visione che viene dall’improbabile.
Moltissimi gli elementi che rendono attualissimo questo testo: la definizione di democrazia, i modelli di leadership, il problema della rappresentanza, il senso del bene comune e dei bisogni privati.
Proprio Aristofane, in modo spietato e esilarante, sottolinea come ciò che interessa il privato non è la distinzione fra il bene e il male ma fra il guadagno e la perdita in una supremazia allarmante e definitiva dell’utile su ogni questione etica.

fonte: Fondazione Teatro Due
data di creazione: 08/02/2010
data di modifica: 08/02/2010
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